Ciò che le persone spesso lamentano è una grossa difficoltà ad esprimere emozioni e sentimenti, nonché la quasi impossibilità a permettere che il corpo sia libero nel suo manifestarsi. La minaccia più grossa parte da un autogiudizio in merito a ciò che è giusto o sbagliato, accettabile o meno di fronte agli occhi degli altri.

Ma ciò che rende difficile, se non impossibile, la libera manifestazione di gesti ed espressioni corporee, non fonda le sue radici soltanto nella paura del giudizio altrui, quanto in un’auto censura che nasce dall’autogiudicare appropriato o meno un certo comportamento. In sostanza, ognuno di noi ha una parte giudicante che riesce ad esercitare un controllo tale da impedire la spontanea gestualità che i bambini hanno.

Ciò significa che ognuno dovrebbe essere autorizzato a fare e a esprimere qualsiasi cosa gli passi per la testa? Non necessariamente, la differenza sta nell’esserne consapevoli. Un conto è scegliere di non tirare un pugno a qualcuno, un conto è frenarsi a tal punto da non esprimere nemmeno l’affettività tramite, ad esempio, un abbraccio. Ancora peggio è quando la censura è così forte da impedire – perfino consciamente – di muovere il proprio corpo in maniera naturale nel camminare, nell’alzarsi e sedersi, o nel danzare (cosa evitata da molti come la peste bubbonica).

Che c’è di imbarazzante in questo? Perché un bambino gioca, salta, balla e si rotola sul pavimento con la massima naturalezza, e un adulto non lo fa? Perché un bambino assume posture fisiche naturali e per lui comode, senza minimamente preoccuparsi di chi lo guarda, mentre un adulto non asseconda le sue esigenze corporee e limita di molto la sua postura, andatura e gestualità? Si può porre rimedio a questo?

La causa principale, come indicato all’inizio dell’articolo, risiede nel pressoché costante autogiudizio, oramai assorbito a dei livelli così profondi, da non esserne quasi più consapevoli, se non – forse – al livello di un lieve disagio. C’è chi vorrebbe fare una tale cosa, ma poi si frena. C’è chi invece non ci pensa nemmeno più, impedendosi perfino di accorgersi che la sua spontaneità corporea è compromessa.

Ma cosa rende un adulto automatico, limitato, rigido, esageratamente composto, e timoroso di manifestarsi sul piano corporeo? L’abitudine, per lo più. L’aver ricevuto rimproveri e l’essere stato educato ad essere composto. La mancanza di confidenza con se stessi e col proprio corpo, o addirittura un forte disagio, o la repulsione del proprio corpo.

Da ciò appare chiaro che ristabilire un rapporto di benessere col proprio corpo, si rivela indispensabile per esplorare e riattivare parti sopite.

Il passo seguente sta nel riprendere confidenza con la propria naturalità, riabituarsi all’ascolto del corpo, alla percezione delle sensazioni e delle esigenze corporee, e da ultimo impedire che l’autogiudizio e la paura del giudizio altrui prendano il sopravvento e castrino ogni libera espressione corporea.

Di tutto questo e di molto altro parleremo e sperimenteremo il 12 e 13 Maggio al workshop “Libertà corporea”. Se vuoi saperne di più, CLICCA QUI e accedi direttamente alla pagina del corso, oppure scrivici a: info@teatroelidan.it

Il seminario è aperto a tutti.

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