LE PAURE
La paura. E’ nello stesso tempo quello da cui vorremmo liberarci e ciò che ci tiene legati. E’ strano vedere come alcune persone abbiano paura di dare una svolta diversa alla propria vita e rinuncino esattamente a quello che li avrebbe davvero fatti cambiare.

Vengono a teatro per liberarsi dalle paure e alla prima difficolta nella vita reale rinunciano proprio a uno degli strumenti più efficaci per superarle. Paura della libertà ,di essere ciò che si è, di quel che si vorrebbe rendere reale e non vivere solo nei sogni.

Noi siamo come sculture imprigionate nel marmo prima che uno scultore ci liberi dal marmo superfluo. Il Teatro ci scolpisce come poche arti al mondo sanno fare.

Mi ricordo quello che mi disse un’attrice che aveva un pappagallo in gabbia da molti anni. Un giorno decise di aprirgli la gabbia e metterlo sul terrazzo all’aria aperta e il pappagallo terrorizzato si mise a urlare e ritornò in gabbia.

Noi spesso urliamo un’esigenza ed urliamo nel fuggirla. Fermarci un attimo per vedere in faccia la paura e quale maschera ha. Spesso ha solo la nostra faccia vista nello specchio come maschera. Di tutte le altre facce possibili, quelle che avevamo da bambini, con cui giocavamo e che pian piano abbiamo perso, nemmeno ricordiamo l’esistenza.


  1. Dovremmo essere più consapevoli che tutto è maschera, tutto è apparenza e prendiamo tutto come reale e come vero. E questo spesso ci tranquillizza in una calma piatta di certezze e rassicurazioni. Eppure abbiamo davanti ai nostri stessi occhi esempi eclatanti di come l’apparenza inganni.

Ci alziamo la mattina col sole che sorge ad est, fa il giro del cielo e tramonta la sera dall’altra parte, quando sappiamo tutti che il sole se ne sta bello fermo dov’è, rispetto a noi, mentre la terra gira come una trottola. Pensiamo di non riuscire a vedere il passato e lo vediamo in tutte le notti stellate, sapendo bene che le luci che vediamo in quel momento arrivano dopo migliaia o milioni di anni ai nostri occhi.

Dell’illusione di un sole che si alza e che tramonta , o delle stelle di cui vediamo il passato e solo l’illusione del presente, non abbiamo paura. Come non abbiamo paura dell’apparenza. Devo apparire sicuro, devo apparire il più bello possibile, devo apparire equilibrato e poi…crollo al primo refolo di vento contrario.

Poi le ventate si susseguono e la persona perde tutte le sicurezze che avevo acquisito nel mondo delle apparenze. E scatta il bisogno di cercarlo nel mondo della realtà vera, che spesso molti identificano col teatro. Ma bisogna avere la costanza per perseguire il teatro e la sua profonda esigenza di Realtà, di Verità e non scappare…scappare…scappare continuamente….

Scolpire la persona e l’attore

I pretesti per restare dove si è sono purtroppo infiniti. Niente è impossibile tranne gli auto giudizi e le auto giustificazioni. Dedicatevi al teatro, dedicatevi in profondità , tenete duro, seguite gli insegnanti giusti, non quelli dell’ apparenza e dell’abbaglio.

Se pensate al teatro come uno strumento per costruirvi altre false identità non dovete seguire noi. Se volete imparare l’arte dell’interpretazione di voi stessi e dei personaggi che incontrerete in voi e all’esterno, il Teatro Elidan è fatto a misura vostra.

Daniele Braiucca

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