Vachtangov

Teatro Etico. Volle un teatro in cui i suoi allievi e collaboratori imparassero a stare assieme, a soccorrersi, a sperimentare insieme. Non veniva estromesso o emarginato chi dicesse male una battuta ma chi non era solidale col compagno. Avvicinare le persone tra loro, creare un comune sogno, una gioia comune. E farle crescere insieme verso un contenuto, uno scopo ed una forma di teatro che ne esalti i contenuti.
La sua teoria si concentra sull’approfondimento dei livelli psicologici della creazione artistica, in particolare della creazione di un personaggio da parte di un attore.

“Il conscio non crea niente. E’ l’inconscio che crea. E’ solo l’inconscio che è in grado di scegliere il materiale psicologico necessario alla creazione del personaggio”

“Di solito sei o sette prove si svolgono in Un’atmosfera di freschezza e creatività. Nel corso delle prove successive il regista alimenta il fuoco del primo contatto con l’autore. Poi arrivano prove in cui l’attore non ha più energia, procede a clichés, non sente più il partner, sa già non solo cosa dice il partner ma come lo dice.

Prima c’era in voi un che di infantile, per quanto riguardo la forma, ma tutto era vivo. Ora tutto è formalmente a posto ma noioso, uniforme. Nessun ricordo della prima impressione”.

Questo è un passo fondamentale che spiega tantissimo sulle responsabilità reciproche tra regia e attori, e tra gli attori stessi. Mantenere gioia, freschezza nel lavoro teatrale è una componente fondamentale, sia per quanto riguarda il lavoro sulle parti che quello sul lato umano, che richiede lo sforzo di tutti.

“In ogni prova bisogna cercare cose nuove, non ripetere pedissequamente quelle trovate nelle prove precedenti. Potete recitare bene o male una parte ma non potete e non dovete recitare in modo falso. Finora abbiamo lavorato sulla forma esterna dei sentimenti, sulle intonazioni sui gesti. Ora voglio da voi sentimenti autentici. La Riviviscenza è ripetere in scena ciò che si è provato nella vita. Nessun regista può suscitare in voi alcun sentimento, se non lo avete trovato in voi stessi. Il mio compito, il compito del regista è di mettervi sul binario giusto, di sollecitarvi….L’attore deve saper recitare il personaggio in tutte le situazioni, non solo in quel frammento di vita del personaggio che è nel testo….l’attore deve entrare in scena come nella vita andiamo a un colloquio, a un incontro.”

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